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Reversibilità
Stavo per andare a comprare il sale
quando ti vidi intenta ad asciugare
i lunghi capelli al sole. La tosse
e il catarro impedirono di dirti
di venire dentro. Sembrava cosa
da fare sposarsi e partire in guerra.

La notte sentii un piagnucolio
sussurrare ad un orecchio da una vita:
ti ho veduto al fronte colpito a terra,
la neve che congelava le dita.
Di me si son presi cura i parenti
la chiamano reversibilità,
mi hanno legato mani e piedi al letto,
mi hanno strappato i capelli uno ad uno

uno ad uno come i giorni
stanchi e lenti all’imbrunire,
recisi dal telaio
dalla tela del ragno,
una ad una anche le notti
fredde e disperate all’alba,
slegate dall’ordigno
di un rotolo di spago.


Al mattino ti vidi nel giardino
asciugare i lunghi capelli al sole,
s...
...

......

sonagli
Sono una taranta
da danzare
col fremito dell'estasi
col battere del piede
feroce di tamburo
sulla schiena della terra
sulla polvere assetata.

Sono un battere di sonagli
alla caviglia lunga
di piatto sulla pelle d'asino
mentre mi spoglio
al principe che mi compra.

Sono nacchere e vesti
roteando di tacchi e vortici
al fianco della vita
fasciata di ambizioso rosso
del mio ballerino
del suo cappello nero
del suo scatto a tempo.

duende di morte
di vita sconcia
trascinata sul tempo
di un giro di gonna.


......

Mezze stagioni
Hai posato le mani
l'ho notato
con la coda dell'occhio
silenzioso
e non avevo visto
mai
le grandi tasche appese sul cappotto
all'occorrenza
-è stato giusto prima
delle carezze-

Avrei voluto che ci fosse il cielo
quel giorno
un albero una scimmia un gatto nero
a distrarmi
ma c'eri solo tu
che chiacchieravi
-dissolvenza educata
sull'estate-


(16 marzo 2009)


......

Minuscule Branle de Bretagne
Che ne facciamo di Brest?
I venti deponenti ci elessero
a loro voci
nei covi d'aria.
E schivo
un bacio
assecondò il faro
ventaglio roteante
per regalarsi ancora alla penombra.

E' dalla roccia
che si fa sabbia
la carezza.
Quando ti commuovi
per la cordigliera.
Quando il vapore arcuato
dei solenni aerei
proietta l'ombra della scia
e linde crespature
baciano i piedi dei vecchi
tornati all'acqua.

Si scrive musica
ancora
per le ferite stalattiti
o sulla via della seta.
O per me isola di pioggia
di pampini cremisi.
Si veleggia coi panni stesi
a vestire il nudo orizzonte
quasi non bastasse il mare
a compiere l'abisso in una linea.

Io sono goccia di marea
ma conobbi un giorno <...
...

......

Barbaro
Non fosse per i tuoi presentimenti

io non ne avrei – solo paia di baci,

echeggiati dalle labbra scostate,

scostante fino al sangue

ti amo senza nessuna diagnosi,

ma una bellissima scatoletta di tonno,

duecento grammi di modernità compatta

quadrata, senza luce,

sono dentro e non ho occhi,

il ferro dei presentimenti, buono il prezzo,

mi forma in olio, non ho cervello

e la pelle è parte

di altri processi di produzione,

la voglia di luna – parte del gioco,

estende l’impero

fino al bisturi del danubio

da tagliare senza stampelle,

sono barbaro non sono qui,

se farai l’amore - dimmelo

ti seguirò.


......

Accumuli
Ho collezioni d’ossa nella bocca
perché non sputo mai dove ho mangiato
forse è per questo che non sento più
e ho messo i denti in cassa integrazione
nessuno ha scioperato a dire il vero
tranne il canino destro che è rimasto
con tutto quel frastuono sta impazzendo
vuole l’eutanasia per celibato.
Mi scrivono che fuori le campane
sbocciano la mattina col sorriso
sono sempre occupate come me
fra sposi funerali e santi uscenti
si deve amare il vento come viene
e dondolare via con dignità
possibilmente ben vestiti e in tono
con le stagioni in corso haute couture.
È il mestiere dei vivi defecare
continuamente i giorni e poi morire.


......

cani e volpi

PariMatch apk Crebbi come un cucciolo di volpe in una famiglia di cani.
Si stava bene, c'era caldo sulla pancia e nessuno mi faceva caso. Ero più piccola degli altri e succhiavo meno latte. I miei fratelli mi adoravano e nessuno mi parlava mai: ero troppo stupida e non capivo il loro linguaggio, ma questo senz'altro migliorava la situazione perché non ero mai una minaccia per nessuno.
Giocavamo in portineria mentre nostra madre rammendava i vestiti fruscianti e odorosi delle snelle abitanti del palazzo e papà passava tutto il giorno a giocare con il suo citofono super moderno pigiando sui numerini e mettendo in comunicazione mariti di un piano con mogli dell'altro con una precisione e un'efficienza che sembra l'unica cosa che io abbia ereditato dalla mia stirpe di onorati portieri. Papà gestiva i turni e gli orari come un capostazione gli scambi dei treni in arrivo e in partenza: era consapevole che un errore poteva costare vite umane e lui non ne commise mai uno, eccetto, forse, quel piccolo incidente fra la signora del quarto piano e quella del secondo, quando la prima tornò in anticipo e papà si era assentato per un bisogno fisiologico. In realtà non accadde nulla perché papà si accorse subito del profumo della signora nella hall e quella, uscendo dall'ascensore, fece solo in tempo a vedere la sua vicina sulla porta di casa con un pacco di farina in mano. La faccenda si concluse con uno scambio di ricette di crostate e una serie di inviti a pranzo, dopo i quali papà fu molto più occupato perché il marito del secondo piano intrecciò una relazione con la profumata signora del quarto e diventò complicatissimo smistare gli incontri che avvenivano, sì contemporaneamente, ma sempre su piani diversi per entrambe le coppie, come se cambiando il luogo fosse minore il senso di colpa.
Ripensandoci oggi, forse anche papà era una volpe travestita da socialissimo e affidabile cane, come me, ma questa è solo una mia proiezione perché, a parte l'abili...
...


pubblicato da Patricia Panebianco

......

Sconfini

scaricare PariMatch Saverio Carrà si sentiva orgoglioso e molto soddisfatto del successo che stava riscuotendo il suo ultimo romanzo. Un successo che andava oltre le sue stesse aspettative anche se, sotto sotto, lui era convinto di meritarlo tutto, lo reputava il giusto premio alla dedizione assoluta con cui si era applicato alla scrittura del libro.
Per più di tre anni non c’era stato altro nella sua vita e nei suoi pensieri, null’altro che i suoi personaggi e le loro vicende, Sonia in modo particolare: l’inquieta e un po’ isterica protagonista della storia.
Saverio l’aveva vista nascere una sera sulla metropolitana, dall’espressione stampata sul viso di una donna che lo aveva colpito, e poi l’aveva vista prendere forma giorno dopo giorno, l’aveva plasmata e le aveva soffiato la vita: conosceva ogni suo pensiero, ogni suo turbamento, ogni suo dolore, ogni suo desiderio; ne conosceva la forza e la debolezza, le luci e le ombre; sapeva il modo in cui avrebbe reagito a un’offesa o a un complimento, sapeva ogni sfumatura della voce, ogni variazione del respiro, ogni mutamento dello sguardo. Aveva trascorso con lei assai più tempo delle quattro ore quotidiane che dedicava alla scrittura: Sonia l’aveva accompagnato a prendere il caffè al bar, a fare la spesa, a comprare il giornale, insomma, era stata un pensiero fisso, una compagna inseparabile e a volte anche una spina nel fianco.
Il giorno in cui si era reso conto che non c’era altro epilogo possibile alla storia narrata nel romanzo se non quello di farla morire, Saverio aveva provato un dolore lacerante, reale.
Aveva scritto la scena in preda a un’angoscia feroce che l’aveva portato a immaginare una morte terribile, e così Sonia aveva tirato le cuoia, in quella che avrebbe dovuto essere la prima alba della sua nuova vita, atrocemente divorata dalle fiamme di un incendio divampato all’improvviso nello squallido locale dove si era rifugiata in attesa di prendere il treno che l�...
...


pubblicato da Mariateresa Carcano

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Mi chiedi dell'amore

Codice promozionale PariMatch Mi chiedi dell'amore, amico mio
Mi chiedi dell'amore, amico mio. Mi chiedi dell'amore ed io non so, io non l'ho mai pensato, né ho voluto pensarci.
Ma tu mi chiedi ed io, lo sai, non so negarmi.

Definiamo l'oggetto: sono socratica, io, o forse dovrei dire platonica, visto che di Socrate ci resta vento di parole sulla pelle di un altro, ma di parole parliamo, amico mio, di parole.

Amore. Cinque lettere. Tre vocali. Due consonanti. Una emme dolce all'inizio, una erre dura alla fine. Sì, amico mio, perché io sono siciliana e per me la erre è sempre terribilmente forte, rabbiosa.

Inizi dalla a, alfa, l'origine, il nucleo primordiale dell'universo. Inizi con un bacio, un gesto, uno sguardo che ti sorprende e spalanca la porta di tutto l'alfabeto a venire. Avvenire. A.

E dalla a, improvvisamente spicchi il volo. Non lo credevi possibile, ma ti ritrovi catapultato in una avvolgente emme, Maternamente amniotica. I suoni arrivano amplificati, i nervi sono tesi a cogliere il battito, lo scambio nutre, il ventre culla, la simbiosi è perfetta. Tutto è perfetto.
Troppo.

Perché il salto ti attira ancora e vuoi di più: vuoi quella O così vicina... potresti accontentarti della enne, ma non proveresti l'ebbrezza del salto e poi la enne è noia, nausea, no.
E così fai il tuo piccolo e innocente salto sulla o, così rotonda, così ciclica, eterna. Ogni. Ogni giorno, ogni notte, ogni istante, ogni minuto, ogni respiro, ogni pensiero. Vuoi Ogni cosa.

Ed è così che senza accorgertene fai un altro piccolo salto e atterri - sì, proprio atterri - sulla erre. Così arrabbiata la erre. Così rissosa. Così rancorosa. Così irrimediabilmente rovinosa. Così erroneamente rivendicativa.
E mentre rivendichi ciò che l'altro per amore ti deve, eccoti balzare all'indietro, sospinto dalla forza della Ragione assoluta che naturalmente pensi di avere in quanto esser...
...


pubblicato da Patricia Panebianco

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Prigionia

Se mai fu un inganno
il filo d'olio sul pane e il sale

rinnego le parole
pesanti di intendimento

e chiudo gli occhi al mondo
e prego Dio di saper contare
almeno sino a tre

tapparmi le orecchie
con cera fine

stritolare il cuore
sino all'ultimo respiro

e non lasciarti neanche
un'acca su cui appigliarti
o un Neruda dell'ultima occasione.

La tua evasione è solo la mia prigione.





Non sono un angelo, te l'ho sempre detto ma alla fine ci avevo creduto anche io.
A vedermi con quella veste bianca e la luce negli occhi, a vedermi con i tuoi occhi, alla fine, ci avevo creduto anche io.
Come se potessi volare.
Come se potessi farlo davvero.

Era forse la capacità tonda di essere carezza per te o la voglia di dirti parole appassionate, piene di furore, come in pochi sanno dire, tra versi contorti e parole spiegazzate.

Odio le prigioni invisibili, odio le barriere che ci creiamo attorno. Finiscono
per dirigere i nostri pensieri e i nostri sentimenti.
Finiscono per lasciarci senza respiro.
E' forse per questo che ricomincio a scrivere, per fuggire e nello stesso tempo ritrovarmi,
per non capire ma comprendere benissimo il senso degli altri.

Ho da pensare adesso, ho altro su cui fermarmi in silenzio.
Ho una solitudine da gestire, ho uno spargimento da raccogliere, ho ricordi da dover cancellare.

Cosa ti avevo offerto in fondo, solo una nudità che hai vestito di bianco e di santità
per non vedermi mai come donna, per non lasciarti catturare da quella che tu hai definito follia.

Ho perduto il senso delle parole, di quelle che ti ho detto, di quelle che ti ho scritto,
di quelle che ho ...
...


pubblicato da Nuccia Di Giuseppe

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Spazio arte
 
Infinito

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Geo-metrica( da Raccolgo)

Immagine
Geo-metrica
terracotta ingobbiata
inserti di rame sbalzato e metronomo
anno2008
Immagine



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Recensioni e saggi
 
PIERO JAHIER (a 125 anni dalla nascita)
L’11 aprile 2009 sono trascorsi centoventicinque anni dalla nascita di Piero Jahier, figura cospicua in ambito non solo poetico del Novecento italiano.
Si riportano due sue liriche e, a seguire, un profilo biografico e critico.


* * *

[O INENARRABILE SOSTA DELL’ANIMA...]

(Compleanno 1915)


O inenarrabile sosta dell’anima!
Cima d...
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TOTO’ GIULLARE PENSOSO
Il 15 febbraio del 1898 nasceva a Napoli Antonio De Curtis destinato ad assumere, con il nome d’arte Toto’, ruoli indimenticati: nel teatro, nella cinematografia e, più in generale, nella cultura italiana del ’900, anche da autore di poesie (non solo con “’A livella”) e canzoni (non solo con “Malafemmena”).
Qui, dopo alcune sue “chicche” poetiche, riporto mie valutazioni sull’eclettico personaggio e una lirica a lui dedicata.
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